Turismo e trasformazione della funzione urbana. Gentrificazione e overtourism.

Turismo e trasformazione della funzione urbana. Gentrificazione e overtourism.

Parallelamente ai processi di finanziarizzazione dell’abitare, la crescita del turismo e degli affitti brevi contribuisce in modo decisivo a ridefinire la funzione stessa della città. Non si tratta soltanto di un aumento quantitativo dei flussi turistici, ma di una trasformazione qualitativa dell’uso dello spazio urbano, che viene progressivamente riconfigurato in funzione di una domanda temporanea e mobile.

Assistiamo a un processo di temporalizzazione dello spazio urbano. Parti crescenti della città – in particolare le aree centrali e quelle a maggiore valore simbolico e paesaggistico – vengono sottratte alla residenza stabile e destinate a usi transitori: locazioni brevi, strutture ricettive, ospitalità diffusa. In questo passaggio, l’abitazione perde la sua funzione primaria di spazio della vita quotidiana e diventa una risorsa flessibile, adattabile a cicli di utilizzo brevi e a utenti sempre diversi.

Questo processo si intreccia strettamente con le logiche della finanziarizzazione. L’affitto breve, infatti, consente una maggiore estrazione di valore rispetto alla locazione tradizionale, aumentando la redditività degli immobili e rendendoli più attrattivi per investitori e proprietari. La città viene così riorganizzata non in funzione della stabilità sociale, ma della massimizzazione dei flussi di rendita legati alla mobilità – turistica, studentesca, lavorativa. Le conseguenze sono ormai ampiamente documentate. In primo luogo, si registra un aumento dei prezzi immobiliari, trainato dalla competizione tra usi residenziali e turistici, in cui questi ultimi risultano spesso più remunerativi. In secondo luogo, si verifica una riduzione dell’offerta abitativa per i residenti, poiché una quota crescente di immobili viene sottratta al mercato della locazione di lungo periodo. In terzo luogo, si produce una trasformazione della composizione sociale dei quartieri, con la progressiva espulsione delle fasce a reddito medio-basso e la sostituzione della popolazione stabile con utenti temporanei.

Nel lungo periodo, questi processi tendono a modificare in profondità il funzionamento della città. La residenza stabile perde centralità, mentre cresce il peso di popolazioni mobili e transitorie, con effetti rilevanti sul tessuto sociale: indebolimento delle reti di vicinato, riduzione delle forme di solidarietà quotidiana, trasformazione del commercio locale in funzione della domanda turistica, perdita di servizi orientati ai residenti. La città rischia così di assumere sempre più i tratti di uno spazio di consumo e attraversamento, piuttosto che di un luogo di vita.

In questo senso, il turismo non rappresenta semplicemente un settore economico tra gli altri, ma un vettore strutturale di trasformazione urbana, che contribuisce a ridefinire il rapporto tra abitare, spazio e rendita, rafforzando la tendenza verso una città sempre più orientata all’uso temporaneo e alla valorizzazione economica degli spazi.

Scroll