- Le trasformazioni urbane a Pisa, Mappatura casi concreti
Le trasformazioni urbane a Pisa: mappatura dei casi concreti
I processi in atto a Pisa non si manifestano come un unico grande progetto unitario, ma come una molteplicità di operazioni apparentemente distinte. Tuttavia, queste operazioni risultano riconducibili a linee di trasformazione comuni, che abbiamo organizzato in categorie analitiche. Distinguiamo sei grandi ambiti:
1) Trasformazioni urbanistiche e strumenti di governo del territorio
2) Grandi opere, nuove infrastrutture e militarizzazione del territorio
3) Svendita e privatizzazione del patrimonio pubblico
4) L’ex-ospedale Santa Chiara: un caso nazionale. Il “sacco” del centro di Pisa
5) Gli Hotel studenteschi e lo sbarco dei Fondi Immobiliari
6) Gli affitti brevi e l’emergenza abitativa
Trasformazioni urbanistiche e strumenti di governo del territorio
Siamo in una fase di svolta per l’intera città. Attraverso una serie di trasformazioni radicali, come la proliferazione incontrollata di strutture alberghiere, Pisa sta cambiando volto. Di seguito, una sintesi degli strumenti di governo del territorio con cui la Destra al governo della città sta operando una vera e propria svendita volta a favorire gli interessi di pochi privati invece che dell’intera cittadinanza.
Il Piano Strutturale Intercomunale (PSI)
Nel luglio del 2022, la maggioranza che sostiene il Sindaco Conti ha approvato il Piano Strutturale Intercomunale Pisa-Cascina. Con questo atto si è definita la linea strategica della destra: cementificazione, consumo di suolo e speculazione nella gestione del territorio per gli anni a venire.
Si tratta di uno strumento che non è né “strategico”, né realmente “intercomunale”, poiché non affronta in modo organico le sfide attuali e non mostra una reale sinergia tra i territori di Pisa e Cascina. Sono totalmente assenti una strategia di contrasto al cambiamento climatico, una politica di tutela del suolo e il rilancio di spazi verdi fruibili, il cui bisogno è emerso con forza dopo la pandemia. Al contrario, si confermano le previsioni più impattanti ereditate dalle vecchie amministrazioni, come la Cittadella Aeroportuale.
Il Piano lascia campo libero agli speculatori, ignorando i principi di tutela ambientale: non pone limiti all’impermeabilizzazione, non affronta il tema della gestione idraulica e ignora la produzione di cibo di qualità, la mobilità a basse emissioni e il problema delle isole di calore urbano.
Le nostre proposte alternative:
- Prevedere un corridoio ecologico che attraversi le aree urbanizzate;
- Salvaguardare il suolo agricolo, eliminando le previsioni di nuove edificazioni in territorio rurale (spesso su terreni di grandi proprietari fondiari);
- Privilegiare il recupero dell’esistente, in particolare delle aree industriali e commerciali dismesse;
- Tutelare le ultime aree verdi rimaste nel tessuto urbano (come quelle tra viale delle Cascine e via Aurelia, o tra via Pietrasantina e via S. Jacopo);
- Cancellare definitivamente il progetto della Cittadella Aeroportuale (vedi Grandi opere, nuove infrastrutture e militarizzazione del territorio).
Approfondimento
https://unacittaincomune.it/il-piano-strutturale-intercomunale-pisa-cascina-e-da-affossare/