Student Housing

Student Housing

Gli Hotel studenteschi e lo sbarco dei Fondi Immobiliari: oltre 1300 nuovi posti letto su cui speculare

Pisa negli anni è diventata sempre meno accessibile per chi studia. Stanze fatiscenti che superano i 400 euro, a fronte di salari fermi e del progressivo smantellamento del welfare. Il diritto allo studio è di fatto negato, mentre la Giunta Conti stende tappeti rossi per i nuovi studentati privati degli immobiliaristi. Al pari della Regione Toscana, il Governo Meloni taglia i fondi destinati al diritto allo studio, trasformando l’alloggio da diritto pubblico garantito a bene di mercato. A fronte di tutto ciò, servirebbe un investimento di risorse pubbliche per recuperare il patrimonio pubblico vuoto e inutilizzato. A Pisa, invece, come in molte altre città, gli “student hotel” sono diventati il nuovo business. Si tratta di strutture private con prezzi di mercato che gonfiano i costi dell’abitare e hanno come effetto l’espulsione e l’esclusione delle fasce più povere della popolazione, mutando profondamente il profilo della popolazione studentesca che arriva a Pisa ed eventualmente sceglie di restare per costruire un progetto di vita. Il concetto di “merito” (per i meritevoli anche se privi di mezzi), citato nella nostra Costituzione, viene distorto: senza una reale tutela del diritto allo studio, si accresce soltanto la selezione di classe. Nella città, nei prossimi anni, si prevede la costruzione di circa 1300 nuovi posti letto in studentati privati, con l’ausilio di fondi d’investimento nazionali e internazionali specializzati nel realizzare queste operazioni speculative che operano da anni nel tessuto cittadino. Con l’inchiesta “Pisa Depredata” procederemo a un approfondimento e a un’analisi di sistema su tutte le operazioni in corso:

 

 

  • Porta a Mare: è prevista la costruzione di uno “student hotel” di lusso da 372 posti da parte di Finint Investiments, società di gestione del Gruppo Banca Finint che sta portando avanti operazioni analoghe a Padova, Modena e Trieste.
  • Ex-Dipartimento di Chimica (via Risorgimento): edificio di proprietà dell’Università di Pisa di circa 9.000 mq, a poche centinaia di metri dalla Torre. L’Ateneo ha pubblicato una manifestazione di interesse per la vendita con una base d’asta di 7.475.679,25 euro (la scadenza era fissata per il 28 ottobre, ma non si conoscono ancora gli esiti). In parallelo, con un contributo al Piano Operativo Comunale nell’ottobre del 2025, l’Università ha chiesto il cambio di destinazione d’uso in “abitazioni collettive” per rendere possibile l’acquisto da parte di un operatore economico privato.
  • Edificio ex-ASL (via Zamenhof): immobile di proprietà della ASL (e quindi della Regione Toscana), venduto nell’agosto del 2025 al privato Alberto Dalmasso, fondatore di Satispay, per realizzare uno student hotel da 150 posti.
  • Edificio ex-AOUP (via Zamenhof): operazione speculare a quella della ex-ASL per la vendita di un ulteriore immobile (circa 150 posti).
  • Complesso Paradisa a Pisanova: realizzato con fondi pubblici per il Giubileo del 2000, ha garantito per anni oltre 500 posti letto pubblici per studenti. Dopo oltre quindici anni di chiusura, senza un reale progetto di rilancio, l’immobile è stato sottratto alla sua funzione originaria e ceduto a privati. Il passaggio di proprietà da INAIL a Invimit e, infine, l’acquisizione da parte di Sagitta SGR, sancisce una scelta politica precisa: negare il diritto allo studio e affidare la questione abitativa al mercato finanziario. Sagitta SGR, con sede a Milano, è una società di gestione del risparmio del gruppo internazionale Arrow Global, presente in Italia attraverso diverse società tra cui Europa Investimenti S.p.A.
  • Ex-Caserma Artale: in uno degli edifici di questo grande complesso si vuole realizzare uno student hotel da 200 posti, accanto all’ex-Santa Chiara e a pochi metri dalla Torre. La San Ranieri Srl ha acquistato l’intera area al prezzo di 3 milioni 950 mila euro, per poi rivenderla al prezzo complessivo di 6 milioni 550 mila euro alla società “Pisa Residenze” e alla “Via Paolo Savi Srl”, riconducibili alla Relife di Torino.

 

 

Se sommiamo tutte queste operazioni, emerge un mutamento radicale del volto di Pisa e della composizione della zona universitaria. Lo studio sta diventando un privilegio a cui può accedere solo chi ha un reddito elevato. Una città che stende il tappeto rosso alla speculazione lede il diritto allo studio. Gestire le politiche abitative studentesche è una responsabilità enorme: significa colmare i divari territoriali del nostro Paese e creare opportunità per chi vive situazioni di fragilità. Dobbiamo bloccare il business della speculazione degli student hotel e riutilizzare gli edifici vuoti per nuovi posti letto pubblici gestiti dal DSU (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario). Valorizziamo Pisa come città universitaria intesa come luogo di sapere, cultura e rispetto, e non come mero corpo dell’economia studentesca.

Intervento
Posti
Tipologia
Quartiere

Paradisa

ca. 500

Riconversione di struttura pubblica INAIL > Invimit > Sagitta SGR

Pisanova

Ponte a Piglieri

372

Nuova struttura: gruppo Banca Finint attraverso il fondo Pitagora, finanziato anche da CDP Real Asset SGR (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti)

Porta a Mare (Saint Gobain)

Caserma Artale

200

Riconversione area pubblica: da Demanio Militare a Relife (Real asset Capital, Ginevra e Relife di Torino)

Santa Maria

Ex AOUP

150

Riconversione area pubblica: da Servizi Sanitari (regione Toscana) e investitore privati (Damasso, Satispay)

San Francesco

Ex ASL

150

Riconversione area pubblica: da Servizi Sanitari (regione Toscana) e investitore privati (Damasso, Satispay)

San Francesco

Ex Dipartimento di Chimica

da definire

Riconversione area pubblica: da Università a “miglior offerente”. Richiesto cambio destinazione d’uso attraverso il POC.

Santa Maria

Totale

oltre 1.300

  
Scroll