Chi guadagna e chi perde da questo gioco

Chi guadagna e chi perde da questo gioco

Governare una città a vantaggio di grandi interessi privati o pensando che solo questi possano garantire crescita e qualità della vita ha effetti materiali profondi dai quali alcuni soggetti guadagnano mentre altri invece perdono.

I principali effetti di questo modo di intendere l’amministrazione cittadina sono la svendita di ingenti quantità di patrimonio pubblico a prezzi stracciati, l’autorizzazione al loro utilizzo a fini speculativi nel settore abitativo privato o turistico sottraendole a usi alternativi di tipo collettivo, il sostegno alla mobilità individuale e di fatto sua promozione, la preferenza per le grandi opere, la deregulation urbanistica, cioè la rinuncia a governare lo sviluppo fisico della città secondo criteri legati alle esigenze e alle aspirazioni della collettività. Questo per quanto riguarda ciò che l’attuale amministrazione fa, cioè le politiche che persegue attivamente. Ma c’è anche ciò che non fa o che trascura o che addirittura abbandona. E qui gli effetti sono altri e in particolare il progressivo sottodimensionamento e la dequalificazione - ma spesso anche la dismissione - delle politiche ambientali, sanitarie, sociali, educative, culturali e di quelle economiche che non siano private e che non siano nei campi dell’edilizia, dell’immobiliare e del turismo.

Queste scelte hanno vaste implicazioni nella vita quotidiana della città, nel suo profilo economico e sociale e nelle sue prospettive. Ne indichiamo solo alcune, schematicamente: un’estesa privatizzazione di ricchezza pubblica che potrebbe essere utilizzata o gestita diversamente oppure potrebbe rendere di più e meglio, con perdita di denaro e di molte alternative che invece vengono ormai largamente praticate in un gran numero di città italiane e straniere; la svendita di grossi pezzi di patrimonio edilizio pubblico senza alcun controllo sugli esiti sociali e urbanistici con la molto probabile conseguenza di gentrification del centro storico e di difficoltà crescente per i residenti di

sostenere l’aumento dei costi della vita che ciò comporta; la creazione di centri di potere molto influenti che corrodono processi e meccanismi di partecipazione e di democrazia; la debolezza o mancanza di nuove politiche finalizzate agli interessi diffusi e per il bene comune e lo scardinamento progressivo di molte di quelle esistenti, con conseguente aumento delle diseguaglianze e del disagio sociale; lo scadimento della qualità ambientale e urbanistica della città; l’impoverimento del tessuto e della qualità culturale della città.

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