- Le trasformazioni urbane a Pisa
Affitti brevi ed emergenza abitativa
Anche a Pisa il fenomeno delle locazioni turistiche sta crescendo in maniera preoccupante ed è al centro dell’inchiesta “Pisa Depredata”. A dimostrarlo sono i dati. A inizio 2025, gli affitti brevi erano 931; oggi sono 1.340. Nel dettaglio, a inizio anno le locazioni turistiche erano 246 sul litorale, 110 nella zona fra Borgo Stretto e via Santa Maria, 101 nell’area compresa fra Borgo Stretto e via di Pratale, 138 nella zona Stazione, 137 nei quartieri di Pisanova e Cisanello, 55 a Porta a Lucca, 54 a Porta a Mare e La Vettola e 90 nella zona tra Putignano, Riglione e l’Aeroporto. Si tratta, come specifica l’amministrazione comunale nella risposta che ci ha fornito, di dati ricavati dall’auto-registrazione sulla piattaforma regionale.
A dicembre 2025 i numeri sono in netto aumento:
- Zona Aeroporto: 154
- Porta a Mare e La Vettola: 78
- Porta a Lucca: 74
- Pisanova / Cisanello: 192
- Stazione / San Martino: 204
- Santa Maria: 145
- Tra Borgo e via Pratale: 157
- Litorale: 336
A questi, a fine anno, si aggiungono 268 affittacamere e 92 B&B.
In sintesi, se a inizio 2025 il totale era di 1.377 unità con caratteristiche di civile abitazione utilizzate per l’offerta turistica, oggi (dopo soli 12 mesi) il numero è salito a 1.827. Un aumento di 450 unità: un numero impressionante se confrontato con il fabbisogno di alloggi per locazioni di lungo periodo, a cui si aggiungono altre 4.000 case sfitte sul mercato privato. Tutto questo avviene a fronte di dati sempre più allarmanti. Ecco alcuni numeri: 180 alloggi pubblici inutilizzati a fronte di circa 200 persone in sistemazione di emergenza (alberghi), di cui 90 minori, con una spesa annua per il Comune di 1.750.000 euro. La città è ai massimi livelli nazionali per numero di sfratti: nel 2024 ne sono stati contati ben 267. Il dato più sconcertante riguarda le assegnazioni alle persone in emergenza abitativa (nelle graduatorie si contano 388 persone in totale): le assegnazioni effettuate sono state solo 29. Se i numeri continuano a crescere, sarà sempre più difficile ristabilire un corretto equilibrio abitativo. Osservando la situazione, si nota come Pisa stia seguendo il medesimo destino di Firenze dopo la saturazione turistica. Nella nostra città le case per le famiglie e i posti letto per la popolazione studentesca sono introvabili, oppure hanno prezzi altissimi e richiedono innumerevoli garanzie. Se per favorire il turismo senza freni espelliamo gli abitanti, non facciamo gli interessi di chi a Pisa ci vive oggi e vorrebbe continuare a viverci domani. Per noi le politiche abitative devono partire da un presupposto concettuale: la casa non è un bene per la rendita, è un diritto. Serve un regolamento comunale per gli affitti brevi e molte altre misure per costruire alternative reali: un’Agenzia Sociale per la casa, disincentivi per lo sfitto e investimenti sugli immobili pubblici. L’aumento fuori misura delle locazioni turistiche non riduce solo la disponibilità di case, ma determina una trasformazione profonda dell’accesso alla città e alle sue opportunità. Quando l’abitare diventa un bene scarso e costoso, chi lavora a Pisa – nei servizi, nella sanità, nell’università, nella logistica, nel commercio – fatica sempre di più a restare nel proprio luogo di vita. Questo produce un doppio impoverimento: da un lato la città perde i residenti indispensabili alla sua esistenza e connotazione di città, dall’altro il lavoro diventa più precario e frammentato, schiacciato tra salari stagnanti e un costo della vita crescente. In queste condizioni l’accesso alla città si trasforma in un privilegio: Pisa rischia di diventare un luogo dove si arriva per lavoro o studio, ma da cui si è costretti ad andarsene per poter vivere.