Pisa

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UN’INCHIESTA COME PROCESSO COLLETTIVO DI CONOSCENZA E AZIONE POLITICA

Pisa Depredata è un’inchiesta che nasce dalla volontà di comprendere le grandi trasformazioni che stanno investendo la città dal punto di vista urbanistico, finanziario e del sistema di potere. 

Mappe, strumenti e documenti

Dentro il POC troviamo la sintesi delle politiche della Giunta Conti: cementificazioni, svendita del patrimonio pubblico, turistificazione, gentrificazione: un modello ambientalmente insostenibile che favorisce le grandi speculazioni.

Attivismo
Diritto alla città
Diritto alla città: Lefebvre e Harvey

Per comprendere pienamente la portata di questo conflitto è utile richiamare la nozione di diritto alla città, formulata da Henri Lefebvre e ripresa da David Harvey

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La Darsena Europa

Un progetto mastodontico che rischia di devastare in modo irreversibile l’equilibrio ambientale e sociale del litorale tra Pisa e Livorno. Il progetto prevede la costruzione di una nuova banchina protesa in mare per quasi 2 chilometri e lo scavo del fondale fino a 18-19 metri, per permettere l’attracco di navi giganti in grado di trasportare dai 14.000 ai 16.000 container.

La mega area residenziale prevista per il Porto di Marina di Pisa è un’operazione puramente speculativa, tutta interna ad un modello economico insostenibile. È doveroso ricordare, infatti, che l’operazione del Porto di Marina, frutto del sistema di relazioni fra le amministrazioni comunali degli ultimi 20 anni e pochi imprenditori, basava la sua presunta redditività sulla realizzazione di oltre 150 mila metri cubi di edificato in aree anche pubbliche, volumi che già allora risultavano chiaramente sovradimensionati per una città come Pisa.

Si tratta dell’ennesima sciagurata previsione fatta dalla Giunta Filippeschi e confermata dalla Giunta Conti che porterebbe ad una maxi cementificazione di aree verdi nel quartiere di San Giusto. Si tratta infatti di zone attualmente agricole e ad alta pericolosità idraulica in cui si vogliono fare nuovi edifici residenziali, turistico-ricettivi e commerciali di cui la città non ha alcun bisogno e con l’unico obiettivo della loro valorizzazione economica.

La Tangenziale Nord-Est, sostenuta in maniera bipartisan da centrodestra e centrosinistra, è un’infrastruttura fuori dal tempo e dalla storia. Come denunciamo da anni insieme alle associazioni ambientaliste, l’opera si sta confermando un vero e proprio pozzo senza fondo. Per completare l’opera servirebbero, infatti, altri 166 milioni di euro, che si andrebbero ad aggiungere ai 34 milioni di euro già sperperati per il primo lotto. 200 milioni di euro che andranno ulteriormente a lievitare.

Uno degli interventi più rilevanti riguarda la realizzazione della nuova base per il Gruppo Intervento Speciale (GIS) e il 1° Reggimento Paracadutisti “Tuscania”, prevista nell’area del CISAM a San Piero a Grado. Si tratta di un investimento di scala internazionale. I finanziamenti già stanziati raggiungono gli 80 milioni di euro (5 milioni dal Fondo di Coesione nel 2022, 20 milioni nel 2024 e 55 milioni rifinanziati direttamente dal Ministero dell’Economia), ma rappresentano solo una parte di un progetto molto più ampio, il cui costo complessivo stimato supera i 500 milioni di euro tra Pisa e Pontedera.

Il rafforzamento dell’aeroporto militare di Pisa rappresenta uno degli elementi più evidenti di questa trasformazione. Negli ultimi anni, lo scalo ha assunto un ruolo sempre più centrale nello scacchiere militare nazionale e internazionale, configurandosi come piattaforma operativa per la proiezione delle forze armate. Tra gli interventi più recenti segnaliamo la costruzione di un nuovo mega hangar del valore di circa 40 milioni di euro, destinato alla manutenzione di velivoli militari strategici come il C-130J Super Hercules e il C-27J Spartan, utilizzati per il trasporto di truppe e mezzi.

Trasformazioni urbane

Unire i punti: la mappa della speculazione da piazza dei Miracoli ai Lungarni

Ex Palazzo dei Trovatelli

L’edificio di proprietà dell’AOUP è stato protagonista di una svendita clamorosa. Dopo una serie di aste deserte, la base è scesa dai 24 milioni iniziali agli 8 milioni con cui è stato aggiudicato nel 2019 alla società del gruppo Madonna (con l’iniziale partecipazione di Gennaro Gattuso). Nel 2025, a seguito di un riassetto societario, la famiglia Madonna detiene il 75% e la famiglia Passera il 25%. L’edificio storico diventerà un hotel di lusso gestito dal marchio Vistaterra.

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